sabato 29 aprile 2017   
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Mariotto.eu

IL PORTALE DELLA FRAZIONE

a cura di  Damiano Pasculli

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LA STORIA  

                                        

   
 
Mariotto, piccolo centro con poco più di duemila abitanti, frazione del comune di Bitonto, dal quale dista circa 13 km, sorge ad un’altitudine di 240 mt.

Le testimonianze archeologiche attestano la frequentazione umana nel territorio dell’attuale frazione fin dal IV secolo a.C., frequentazione che, presumibilmente, è continuata ininterrottamente fino al sorgere del villaggio. Numerosi, infatti, soprattutto a partire dal 1800 in poi, sono stati i rinvenimenti di tombe i cui reperti, però, purtroppo, o per superficialità o per evidenti finalità speculative, non sono stati recuperati per poi essere affidati alle competenti istituzioni.
La località, unitamente a circa una quindicina di altri insediamenti presenti nella zona, alcuni dei quali risalenti addirittura al neolitico, è probabile che rientrasse sotto l’influenza dell’insediamento denominato ancora oggi “Bellaveduta”, che per l’ampiezza della zona interessata e per la posizione strategica, potrebbe corrispondere al centro abitato dai Matinenses, popolo menzionato da Gaio Plinio Secondo. Le testimonianze della presenza di numerosi insediamenti in zone che oggi sono esclusivamente a vocazione agricola, attesta che nell’antichità le località abitate erano ben più numerose di quelle odierne.
Nel Basso Medioevo la località costituì il centro nevralgico aziendale al quale facevano capo tutte le attività economiche del feudo che si estendeva su circa 1726 ettari. La secolare economia basata essenzialmente sull’allevamento e la pastorizia proseguì in modo rilevante fino agli inizi del Novecento. Tuttavia, già a partire dal XV secolo, iniziò una lenta ma costante trasformazione agraria con la diffusione della coltivazione di legumi e cereali che raggiunse la massima diffusione nel XVIII secolo e continuò fino alla prima metà del Novecento.
Nell’Ottocento, il cui inizio vide l’abrogazione del feudalesimo e successivamente anche delle servitù legate alla transumanza, l’agricoltura ebbe un risveglio che coinvolse non solo gli eredi dei feudatari, ma anche i numerosi nuovi proprietari, contadini ed artigiani, determinando così un vero e proprio miracolo economico legato essenzialmente al progressivo diffondersi della viticoltura che, dalla vicina Palombaio fino alle zona della Murgia, finì per soppiantare i numerosi ed estesi boschi presenti nella zona. Lo smembramento e la frantumazione del corpo feudale diede avvio alla re-distribuzione dei terreni che favorì a sua volta l’arrivo dai centri limitrofi, e non solo, di centinaia di nuovi proprietari, fittavoli, mezzadri, braccianti e artigiani che si insediarono nell’attuale frazione iniziando un’intensa opera di costruzione di abitazioni rurali e signorili nonché la creazione di numerose botteghe e opifici. La popolazione aumentava costantemente e, dal 1815-20 al 1850, in appena un trentennio, emigrarono nell’attuale frazione ben 86 nuclei famigliari provenienti per la maggior parte da Terlizzi (il 62%) e da Bitonto (il 19%), ma anche da Ruvo di Puglia, Corato, Andria, Molfetta, Giovinazzo e addirittura da Rose (Cosenza) e Napoli. La presenza numerosa di abitanti provenienti da Terlizzi finì inevitabilmente per caratterizzare e influenzare gli usi, i costumi, le tradizioni di Mariotto e nondimeno lo stesso vernacolo mariottano.    
L’arrivo di emigrati fu di tali dimensioni che già nel 1919, dopo nemmeno un secolo, la popolazione raggiunse i 1.500 abitanti ai quali se ne aggiungevano anche altri 4.000 nei periodi in cui era più richiesta la manodopera agricola.        
Sin dal Basso Medioevo nella località è attestata la presenza di una cappella, mentre la posa della prima pietra dell’attuale chiesa avvenne l’1/7/1897 e la sua inaugurazione e consacrazione il 4 Febbraio 1905. La Chiesa è dedicata alla Beata Vergine Addolorata, elevata a Santa Patrona verso la metà dell’Ottocento. La profonda religiosità dei mariottani si manifestava, oltre che nel profondo culto per la Santissima Addolorata, anche con i pellegrinaggi a piedi e/o con i traini al santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo sul Gargano, alla Basilica dei Santi Medici a Bitonto, alla chiesa della Madonna di Sovereto presso Terlizzi o ancora a quella della Madonna del Pozzo a Capurso.
Relativamente alla toponomastica, nel corso dei secoli si sono susseguiti e alternati vari toponimi per indicare il sito su cui sorge l’attuale frazione: Casamassima, San Pietro di Casamassima, Orlem e i suoi derivati, infine Mariotto da Mariotto Verità, feudatario dal 1477 al 1533.
 
Coloro che sono interessati ad approfondire la storia e le notizie sopra riportate, o vogliono conoscere fatti, avvenimenti, tradizioni della storia della frazione e della civiltà contadina locale, possono consultare le seguenti pubblicazioni di Damiano Pasculli (disponibili contattando l’autore):
-         MARIOTTO - Toponomastica, Terlizzi, 1989. (foto 1)
-         MARIOTTO - Territorio e Società, Bitetto, 1997. (foto 2)
-         MATER DOLOROSA - Mariotto, storia di una Chiesa e di una comunità, Terlizzi, 2006. (foto 3)
o di Sergio Pasculli (anche questa disponibile contattando l’autore):
-         MARIOTTO FEUDO DEI VERITA’, Bitonto, 1988. (foto 4)
   
 

 

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